Lettori fissi

giovedì 8 maggio 2014

Vi ho detto che faccio danza del ventre?


quest'anno con un gruppetto di amiche abbiamo deciso di iscriverci al corso di danze orientali del nostro paesello...
Siamo partite in 3 amiche, la nostra cassiera di fiducia del supermercato; quindi  conosciuto in palestra mamma 47enne  con figliola 22enne e altre 2 ragazze... ( per RAGAZZE  intendo giovani donne dai 40 anni in su)
Ecco il nostro gruppo.
Siamo partite tutte infagottate , multistrato e rigorosamente vestite di nero...
si sa il nero smagrisce....
dopo 2 mesi ci ritroviamo col top, gonnellino tintinnante , scalze e ....felici.

Adoro il mio lunedì sera...esco di casa alle 20.30 e rientro 2 ore dopo...è il mio momento, il momento che dedico a me stessa, distaccata da tutto, dalla frenesia del quotidiano...due ore mie in cui mi ricarico, mi diverto, sudo, chiacchiero, rido ....e ballo!!!!
Mi concentro sui movimenti , ascolto il mio corpo....e via...ho la mente libera da tutto...

E' bello danzare in cerchio con le  compagne; bravissima e dolcissima   la nostra maestra che  ci coccola e ci guida...
bello sentire andare via le tensioni ed imparare a reimpostare il mio corpo...ho rieducato la mia schiena , le mie spalle...
mi sto DISLOCANDO...fantastico...
Vi dico una cosa che ci ha fatto riflettere tutte noi carampane ultraquarantenni:
la figliolina 22enne è la più brava! e sapete perchè?
Perchè è una giovane inesperta...
a noi carampane la vita ci ha segnato in un qualche modo, accumuliamo tensioni, siamo stanche, abbiamo posture terribili, respiriamo male..
a VENT'ANNI sei ancora pura....libera, disinibita (a livello di movimenti)
pensate come ci cambia la vita...
Certo che non si smette mai di imparare...
Finchè uno impara ha speranza di migliorarsi . Io ci credo.E ci provo
e voi?


 Vi lascio qualche articolo trovato in rete...



E' una sorpresa per molti scoprire che la danza orientale non nasce per essere uno spettacolo che allieta gli uomini, bensì come una danza delle donne per le donne che si ricollega ad antichi culti religiosi legati alla madre terra che propiziavano e celebravano la fertilità nelle antiche società matriarcali della Mesopotamia. Si narra che essa venisse danzata in cerchio intorno alla partoriente dalle altre donne che, in questo modo, partecipavano simbolicamente alla messa alla luce del nascituro, o ancora che fosse utilizzata durante le festività agricole per propiziare un buon raccolto.
La sua natura veniva associata dunque ad una femminilità-fertilità e non vissuta esclusivamente come sensualità.

A Cura della Dr.ssa Viviana Morelli
Psicologa-psicoterapeuta
C.P.A Albano Laziale

Oggi sono tantissime le donne che vengono affascinate e catturate dalla danza del ventre, cosa le motiva ad avvicinarsi conoscere quest’arte e praticare questa danza, così colorata e magica così lontana dalla nostra cultura ma anche così universalmente vicina? La danza in genere è antropologicamente un linguaggio universale che lega i popoli e gli animi, qui sta la chiave del benessere che riceviamo dal ritmo e dal corpo in movimento. Ma questa consapevolezza la conquistiamo nella pratica.
La spinta iniziale viene sicuramente dal magico mondo dei suoi colori e dei suoi abiti, dall’ emozione sensuale ed esaltante che trasmette una danzatrice, un esperienza che spesso è tutta femminile. Una donna guarda una danzatrice ballare e sente e vede qualcosa che va oltre ciò che sente o vede un uomo, un mondo femminile morbido e armonioso che si esprime e che si libera. Qui scatta l’attrazione la passione! mista a qualche paure, potrò farlo? Sarò capace?
Chi decide di iscriversi ad un corso di danza orientale più o meno consapevolmente cerca di migliorare se stessa, affinare la propria capacità seduttiva o sicurezza ma soprattutto ritrovarsi e riscoprirsi come donna, una sfida con se stesse incontrando tante donne. Ballare insieme significa superare la diffidenza e la paura del giudizio, imparando ad affidarsi e fidarsi di sé.
Questo è solo uno degli effetti “terapeutici” di questa danza, avendone personalmente diretta esperienza posso affermare che è un processo di intimità e crescita che si distingue per fascino ed emozione da qualsiasi esperienza di ballo di gruppo, di salsa o di danza moderna.
Nella danza orientale “la donna femminile” è un immagine profonda e morbida, molto spesso scollata dai condizionamenti stereotipati di una società che produce bambole siliconate, silfidi anoressiche e ben altro.
Inizialmente, per alcune donne non è facile imparare a guardarsi in uno specchio, senza ossessionarsi sulla propria pancia e fianchi e guardare le compagne non come nemiche ma come modelli. Ogni donna può scambiare e donare all’altra.
Ben presto grazie alla bravura dell’insegnante, scopriamo che quel corpo seguendo la danza migliorerà in bellezza, tonicità grazia e armonia, ma sarà più facile farlo accettandolo e non negarlo.
Qui possiamo mostrare “pancette tonde e rotoletti” senza sentirsi meno femminili o brutte! Poi tutto migliora!
Come psicologa penso che i grandi cambiamenti e trasformazioni della psiche e del comportamento e di conseguenza anche nel corpo come fattezze e movenze, avvengono grazie ad un atto di amore. Se riconosco e accetto i miei limiti solo così li posso superare.
Per me è stato piacevolissimo seguire dei corsi incontrando donne di varie età, magre e grasse, rigide o impacciate, ma con il coraggio di sorridere e indossare una cinta di monetine e un toppino, riguardarle dopo mesi e vedere e apprezzare il loro cambiamento, interno ed esterno.
Quindi ho vissuto la bellissima esperienza di benessere psico-fisico, rispolverando in me l’effetto terapeutico di un gruppo di bioenergetica.
Molti dei movimenti circolari del bacino, “otto” “la luna” “il giro turco” ecc,…hanno un impatto terapeutico simile ad un approccio di bioenergetica di gruppo (una forma di psicoterapia). La libido bloccata nel pavimento pelvico si scioglie, portando un notevole miglioramento generale.
Chiaramente non voglio mettere sullo stesso livello un gruppo di psicoterapia bioenergetica ed un gruppo di danza orientale, quello che voglio sottolineare è un elemento comune che lega queste esperienze, lo strumento del movimento e dell’energia su questo “corpo femminile” a volte dimenticato, abusato e non riconosciuto.
Finalmente nella danza è valorizzato nelle sue morbide curve, esaltato nei movimenti circolari “materni e femminili”. Sintonizzare il respiro le aperture, i movimenti delle braccia e del corpo in uno spazio è: “sentire di esserci” mi muovo nel mondo in modo nuovo!!
Inconsapevolmente ballando e ridendo, seguendo un ritmo insieme, un gruppetto di donne scioglie dei blocchi corporei calcificati nel tempo da paure e insicurezze, da emozioni non riconosciute.
Questo care donne è il mio pensiero e la mia esperienza! Quando vedo un harem sorridente e dagli occhi luccicanti che si muove e vibra su una melodia, non vedo solo persone che cercano divertimento e passatempo, ma un femminile in rinascita!


BENEFICI DELLA DANZA DEL VENTRE: PSICHE E CORPO
La Psiche.
Come osserva Maria Fux (danzatrice e danza-terapeuta) la mia casa è il mio corpo  e attraverso il corpo si producono dei cambiamenti che non sono solo fisici.
Prendere consapevolezza del proprio corpo e della sua mobilità, può essere infatti un utile strumento di diagnosi personale.
Il corpo va in questo senso inteso come veicolo dell’inconscio e suo portavoce, come riconosciuto anche da Jung, Freud, Adler. Le sue rigidità, i suoi blocchi e i suoi bisogni espressivi possono addirittura essere intesi come traduzione fisica di disagi e necessità più profonde di cui razionalmente si può non essere consapevoli.
In quest’ottica, la danza, ed in particolare le danze femminili di stampo arcaico, possono facilitare una maggiore comprensione di sé.
Oltre a ciò, la danza, al pari della musica, può essere un’esperienza formativa interiore di grande importanza, consente di trovare un contatto con il bello, all’esterno come anche all’interno di ciascuno.
E, come nella musica la bellezza sta nell’armonia degli accordi e non negli strumenti che la eseguono, così nelle danze arcaiche ciascun corpo, impegnato nell’esecuzione di movimenti armonici, è bello e arricchisce l’esecuzione.
Non richiedendo particolari abilità fisiche, con un po’ di pazienza e buona volontà, ogni donna, di qualsiasi età e forma, vi si può accostare.
Danza in cui è ben accetta la morbidezza, la danza del ventre può oltretutto aiutare a liberarsi dai preconcetti di forma e bellezza estetica un po’ innaturali proposti dai media, permettendo di riscoprire il proprio fascino e la nota cangiante della propria femminilità.
Danza come percorso di consapevolezza:
Accanto agli effetti catartici più immediati ed evidenti, ne sono riscontrabili alcuni più a lungo termine.
Infatti, sempre secondo Maria Fux, quando danziamo dialoghiamo innanzitutto con noi stessi. È dopo che verrà la riflessione.
Data la sua sintonia con la sfera femminile, la danza del ventre può diventare strumento di dialogo d’elezione per le donne.
Consente cioè di entrare progressivamente in contatto con la propria parte più profonda e istintuale, con quegli aspetti della femminilità talvolta imbrigliati da condizionamenti, insicurezze, timidezze e paure.
Danza che coinvolge il corpo nella sua interezza ed in particolare il bacino, impegnato in movimenti spesso dimenticati dalle forme sportive e coreutiche moderne, invita a una maggiore consapevolezza di sé stesse, alla riscoperta di una sensualità, di una morbidezza e di energie profondamente femminine.
Nonostante sia innegabile il potere seduttivo di questa danza, nell’immaginario collettivo spesso icona di provocazione erotica, tali energie possono essere più una riscoperta interiore che rivolta all’esterno.
Un mezzo per acquisire più consapevolezza, per giocare con se stesse.
Dice Joan Chodorow (analista e danza-terapeuta) che una lezione di danza è un cerchio magico, dove poter accedere ad un mondo fantastico e interagire con esso, diventando qualsiasi personaggio o cosa.
È in altre parole un’occasione perfetta per liberarsi di maschere, convenzioni e pregiudizi, alla ricerca di un modo d’essere un po’ più vero e un po’ più bambino. Un mezzo per scrollarsi di dosso auto giudizi, autocensure, opinioni di sé limitanti e spesso irreali, rimettendosi in gioco in modo semplice, naturale e divertente.
Può quindi essere uno strumento per riaccordarsi con la propria femminilità liberamente e senza pensieri, imparando a volersi bene.
Ed in ciò è molto utile il clima di gioiosa complicità che la danza del ventre suggerisce al cerchio delle danzatrici, qualora la si viva senza competizioni e invidie, ma piuttosto come giocoso scambio.
La corretta esecuzione dei movimenti può risultare molto piacevole da vedere, ma forse ancora oggi, il fascino maggiore di questa danza sta nella capacità delle ballerine di dimenticare i personalismi, mettendosi in ascolto alla ricerca di un’armonica ispirazione e di una sintonia profonda con le compagne.

Il corpo:
Frequentare un corso di danza del ventre non permette solo di accostarsi a ritmi e tradizioni esotiche. Può al contrario essere uno strumento affascinante e divertente per migliorare il benessere fisico e per risolvere problemi posturali, rigidità articolari, sciogliere blocchi, fortificare dolcemente e in modo naturale il corpo.
Il nome, danza del ventre, può forse suggerire che il fulcro del movimento sia appunto il bacino. Ciò è quanto meno riduttivo: coinvolge infatti ogni segmento corporeo migliorandone motilità e funzionalità.
In particolare la Danza del Ventre basa la sua tecnica sull’isolazione, la capacità cioè di separare le varie parti del corpo muovendole in modo indipendente dalle altre.
Nei corsi si impara, in altre parole, a muovere il bacino in modo indipendente dal busto, le spalle dalle braccia e così via.
Altro fattore benefico è la posizione base che, attraverso l’arretramento del baricentro, raddrizza la schiena e la postura in modo naturale e senza costrizioni.
Nel dettaglio:
Chi si accosti per la prima volta a questo tipo di danza, troverà probabilmente difficile recuperare la mobilità del bacino e dei fianchi, come se i condizionamenti morali e sociali che vogliono questa parte del corpo volgare e eccessivamente sensuale, ne avessero compromesso inconsciamente persino la libertà di movimento.
Attraverso movenze morbide o più energiche, le danze di stampo arcaico, consentono di acquisire una fluidità progressiva.
Colpi d’anca (ovvero spostamenti dei fianchi energici in senso laterale), cammelli (movimenti circolari eseguiti sul piano sagittale) e spostamenti laterali (in cui i fianchi scivolano da un lato all’altro) sono movimenti poco comuni nelle altre forme di danza.
Lo shimmy è invece la rapida vibrazione dei fianchi che si ottiene piegando alternatamente le ginocchia.
Una corretta mobilità del bacino, unita alla corretta retroversione, aiuta a correggere l’iperlordosi (eccessivo inarcamento della zona lombare).
In questo modo è favorita la respirazione addominale, ovvero respirazione fisiologica, quella naturale ai bambini ma che gli adulti dimenticano adottando respirazioni alte, quella toracica o addirittura clavicolare.
Donando una maggiore consapevolezza del ventre e delle muscolature addominali esterne ed interne, tale respirazione costituirebbe addirittura una sorta di auto massaggio, che alterna contrazione e decontrazione, migliorando la funzionalità degli organi interni, dell’intestino e attenua i dolori mestruali.
Un lavoro dolce e progressivo sul bacino dona anche tonicità all’addome in modo semplice e divertente.
Alternando respirazione addominale e toracica, insieme ad un buon lavoro d’allungamento muscolare, la danza del ventre migliora anche la postura di spalle e schiena, che si distendono e dilatano con l’afflusso d’aria, ristabilendo le distanze intervertebrali e favorendo la mobilità.
Inoltre agire su spalle e zona cervicale aiuta a prevenire dolori articolari e infiammazioni, a sciogliere tensioni e blocchi, e sfavorisce la respirazione clavicolare, tipica degli stati ansiosi.

mercoledì 7 maggio 2014

Regalino per la festa della mamma...noi copiamo...

Vi racconto  di mio marito che 2 anni fa, preso da entusiasmo e da un'attacco d'arte improvvisa, ha trovato in rete questa delizia....



www.lecreazionidaimillecoloridimammapaola.blogspot.it/2010/05/festa-della-mamma-fiore-con-tappo.html



 Maritino assieme a Cami e Fili hanno realizzato questi 2 splendidi magneti:





Quest'anno li ho riproposti a scuola...



 Scusate la qualità dell'immagine..ma all'interno del fiore abbiamo messo le foto dei bambini..
con la colla vinavil, ogni bimbo ha decorato il proprio fiorellino con MATERIALI vari
semi, bottoni, perline,cannucce,spezie, pasta secca, lanna pon pon

questa la confezione finale...
Magari ritorno entro venerdi per postarvi altra idea...
un abbraccio a tutte...

Maleducato!

Libricino dedicato all' educazione ambientale.
 La pecorella Samuele se ne va a fare una passeggiata in un parco...vorrebbe raccogliere un mazzolino di fiori quando si accorge di un certo signor Maiale che  scartando una caramella  getta la carta a terra...poi la seconda caramella,quindi la terza...Samuele prova a chiamarlo, a dirgli che non si fa...Il signor Maiale incontra pure un suo amico, Maiale pure lui... assieme non fanno altro che mangiare,   chiacchierare,  ridere ma soprattutto  sporcare  ....
Mannaggia agli zozzoni...Samuele non si dà per vinto e continua a raccogliere le cartacce che i 2 maialoni stanno gettando a terra..

Bellissimo il finale...roba forte...roba di maiali,cartacce e camion della spazzatura....
 A scuola quest'anno abbiamo dedicato un progetto all'ambiente, al suo rispetto e al riciclo. In classe abbiamo creato  la RANA RENATA che è una nota mangiatrice di carta...
Rana Renata in alto a destra
I bambini sono attentissimi a buttare la carta...ehm..a nutrire Renata....
La nostra rana ci ha poi insegnato a  recuperare la carta, a riutilizzarla , a creare nuove cose...
ma questa è un'altra storia...